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\\ Home Page : Storico : Reggio e il mondo (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Pietro (del 07/12/2007 @ 09:15:24, in Reggio e il mondo, linkato 2087 volte)
I PETALI del Giglio si tingono sempre più di arancione.
«Tuttogiglio, la società proprietaria del centro commerciale sorto attorno allo stadio, è stata acquistata dalla Ing Reale Estate, braccio immobiliare della banca olandese Ing».
L’istituto di credito è conosciuto sul mercato principalmente per il marchio di Conto arancio. Si tratta della la sesta banca europea, con più di 120 mila dipendenti.
«Già prima i Petali appartenevano ad una società olandese, la Multi Veste 189, a sua volta controllata dalla Multi Development, immobiliare di un altro grande gruppo creditizio dei Paesi Bassi, Abn Amro. Multi Development ha venduto l'immobile, ma manterrà la gestione del centro commerciale.
In società con Multi Development per la sola gestione dei Petali del Giglio resta, con il 25 per cento, anche l'immobiliarista bresciano Enzo Danesi, attraverso la Cds Holding.
Per realizzare l'operazione, Ing ha costituito una società ad hoc, la Ing Irf Petali srl, che è diventata proprietaria dell'intero capitale sociale della Tuttogiglio». La banca olandese avrebbe pagato 95 milioni di euro per la struttura inaugurata la scorsa primavera che ospita una galleria commerciale con 50 negozi tra cui il mediaworld, un multiplex con 11 cinema, 11 fra bar e ristoranti e altro ancora. «95 milioni di euro,non male, se si pensa che la proprietà delle aree furono concessi dal Comune di Reggio a Franco Dal Cin nel maggio 2002 a costo zero, in cambio soltanto della realizzazione di un centro culturale per la città del valore di un milione e 800 mila euro che non è ancora stato costruito».
Aggiungiamo che la stessa società è proprietaria del centro "Castelguelfo outlet city"
Fonte Telereggio
 
Di Pietro (del 17/10/2007 @ 12:38:30, in Reggio e il mondo, linkato 251 volte)
Strage questa mattina in tribunale a Reggio Emilia.
Durante una udienza di separazione tra due cittadini albanesi,l'uomo avrebbe estratto una pistola ed ha ucciso il fratello della moglie,e ferito gravemente la moglie,poi la sparatoria sarebbe proseguita con il ferimento dell'avvocato della donna ed un poliziotto,questi ultimi due non in pericolo di vita.
L'albanese è poi stato ucciso da un'altro poliziotto.
Una strage con due morti ed una ferita grave,a causa di uno squilibrato che è riuscito ad entrare in tribunale armato,una cosa che ha dell'incredibile,considerando poi il fatto che l'albanese sarebbe conosciuto come persona violenta e pericolosa.
Aggiornamento del 18/10

E' morta questo pomeriggio,all'ospedale Santa Maria, la donna madre di due ragazze e moglie dell'assassino albanese
 
Di Ghetto 65 (del 07/09/2007 @ 20:57:20, in Reggio e il mondo, linkato 248 volte)

I mercati azionari crolleranno di un terzo entro il 21 settembre?

Almeno, è questa la scommessa che ha piazzato uno speculatore - rigorosamente anonimo - acquistando nei giorni scorsi 245 mila opzioni «put» sull’indice Eurostoxx 50 del Dow Jones.
E’ una scommessa rischiosa: se le azioni mondiali non precipiteranno di tanto, il compratore misterioso rischia di perdere un miliardo di dollari.
Ma se ha ragione lui, guadagnerà 2 miliardi ed anche più.
Il personaggio deve essere sicuro del fatto suo: è certo che qualcosa di brutto accadrà tra oggi e il 21 settembre, la data in cui le opzioni spirano. (1)

Che cosa può accadere?

I mercati stanno già cadendo, ma non nella misura imponente prevista dall’anonimo.
Tuttavia alcuni analisti finanziari puntano il dito sul fatto che, nell’accresciuta volatilità e avversione al rischio di questi giorni, si è apprezzato lo yen, la valuta tanto largamente usata dalla speculazione per il «carry trade»: gli speculatori hanno contratto debiti a breve in yen (a tasso basso) ed hanno prestato a lungo termine in «investimenti» a tasso più alto.
Ma ora che lo yen risale, il loro debito in yen sale e rischia di schiacciarli.
Ciò profila altre bancarotte, oltre a quelle attese a danno dei demenziali compratori di titoli «subprime» (garantiti da mutui ormai inesigibili, concessi a persone senza reddito certo): un doppio crack.
Gli indebitati in yen sono infatti obbligati a sbolognare i loro crediti a lungo termine (se c’è chi li compra) per comprare gli yen con cui estinguere i loro debiti giapponesi.
Ciò, come minimo, forzerà verso l’alto i tassi d’interesse a lungo termine.
Di conseguenza, anche il costo dei mutui variabili aumenterà, accrescendo il numero dei mutuarati insolventi, accelerando così il crack immobiliare USA (più case invendute offerte a prezzi da liquidazione) e dunque precipitando la recessione americana.
E’ questo che prevede l’anonimo scommettitore nel più imponente crollo di mercato dal 1929?
E’ possibile
Ma come fa ad essere sicuro della data, entro il 21 settembre?


C’è un’altra ipotesi, più inquietante: che l’anonimo «sappia» di un attentato tipo 11 settembre fissato per quella data o poco prima.
Come si ricorderà, anche ai primi di settembre del 2001 alcuni anonimi profeti comprarono una quantità anomala di opzioni put su United Airlines ed American Airlines, scommettendo su un clamoroso ed improvviso ribasso delle due compagnie aeree: coinvolte coi loro velivoli nel mega-attentato firmato bin Laden, le due compagnie videro precipitare le loro azioni da 30 dollari a 18 in poche ore.
Gli anonimi scommettitori fecero un bel profitto, parte del quale non osarono però ritirare perché li avrebbe rivelati come «insider» della morte.
Come si sa, parte degli ordini «put» risultò partito da una banca d’affari, la AB-Brown, di cui era stato presidente esecutivo A.B. «Buzzy» Krongard, uno dei capi della CIA alla data dell’attentato.
Tuttavia il profitto di quella speculazione sul terrore si valutò allora a una decina di milioni di dollari; nulla rispetto al profitto atteso dal nuovo misterioso speculatore.
Si attende un evento evidentemente più catastrofico e sorprendente dell’11 settembre.
Un evento capace di produrre un crollo così rilevante sarebbe, poniamo, la svendita massiccia delle sue vaste riserve in dollari da parte della Cina, il che sembra improbabile.
Il peggio è che lo speculatore misterioso ha puntato sul crollo di un indice azionario europeo: «sa» che la catastrofe attesa colpirà l’Europa, piuttosto che gli Stati Uniti?
Ricordiamo che Sarkozy s’è accodato ai neocon di riferimento, minacciando - la prima volta di un presidente francese - un atto di forza contro l’Iran, se non rinuncerà allo sviluppo nucleare.
Può essere necessario un attentato giustificativo per un intervento che certo scuoterebbe i mercati?


Si aggiunga che notizie dall’Iraq, riportate da Uruknet, parlano di una aumentata presenza di personale del Mossad in Iraq, presso la frontiera con la Siria.
Numerosi individui, alcuni con la kippà in testa e scortati da forze americane, hanno occupato la scuola elementare Hahsa nell’abitato di Al-Qa’im, alcuni ex uffici doganali e l’ufficio di un ex ente di mantenimento di strade del regime di Saddam.
Tali individui hanno installato potenti fortificazioni attorno ai loro quartieri generali, ed installato antenne e torri di comunicazione: evidentemente posizioni per la captazione di intelligence rivolte contro la Siria, il nemico «facile» che il governo israeliano si sarebbe scelto per ricostituire la sua credibilità di deterrenza in Medio Oriente, scossa dai successi Hezbollah.
Il 17 luglio la resistenza irachena avrebbe attaccato un veicolo di costoro, uccidendone i quattro occupanti: dai documenti trovati loro addosso sarebbero risultati agenti del Mossad.
Ma sono tutte ipotesi.
Il solo a sapere quale è giusta è l’anonimo speculatore.
A noi non resta che aspettare il 21 settembre.

 
Di Quadrodoc (del 07/09/2007 @ 17:32:23, in Reggio e il mondo, linkato 277 volte)

Un caso sospetto di virus Chikungunya in una persona residente a Reggio Emilia ma che lavora a Parma fa scattare l'allerta in tutta l'Emilia. ''L'Azienda Sanitaria di Reggio Emilia -ha spiegato Maria Lazzarato, direttore generale dell'Ausl di Parma - ci ha segnalato che sono in corso gli esami del sangue di una persona di quella provincia che, oltre a presentare alcuni dei sintomi del virus Chikungunya - febbre oltre i 39 gradi, forte astenia e dolori articolari - ha soggiornato di recente sulla riviera romagnola, in zona vicina a quella endemica".''Nessun allarme'', hanno precisato il direttore dell'Ausl e il Comune di Parma, che aggiunge: ''Si tratta solo di azioni precauzionali''.

 Sul Forum altre notizie e suggerimenti utili, nella sezione Ambiente, difesa del territorio.

 
Di Ghetto 65 (del 18/08/2007 @ 10:03:14, in Reggio e il mondo, linkato 222 volte)
Questo articolo, tratto da Repubblica, pubblica le intercettazioni relative alla strage di 'ndrangheta. Fatevi una letta, direi che e' molto esplicativa di come alcuni "italiani" interpretano lo Stato. MILANO — Quella volta Saveria Strangio trasecolò. «Ma siete pazzi? » chiese irritata ai suoi figli. «Come sarebbe a dire che avete pagato le bollette... Io non vi ho educato per farvi spendere soldi per l’acqua e la luce». E i ragazzi a obiettare «guarda che qui è diverso, mamma. Non è come giù da noi. Le bollette si devono pagare...». La vedova Strangio (suo marito è morto di morte naturale) è cresciuta a San Luca, a pane e regole. Ma non quelle dello Stato. Il codice mai scritto della ’ndrangheta dice che le regole, le sole che contano, sono quelle della famiglia. E lei a questo si riferiva parlando delle bollette: a casa sua la famiglia non voleva luce e acqua da pagare. Perché qualcuno doveva mai pretenderle dai suoi figli, a più di mille chilometri di distanza? «Non vi ho allevato per questo», ripeteva lei, mentre le microspie (piazzate nella casa dell’hinterland milanese di uno dei figli) raccoglievano la sua delusione. Saveria è una donna del clan, una delle tante. L’ultimo arresto, in casa sua, è di due anni fa: la polizia catturò il figlio Sebastiano, latitante ad Amsterdam. Né lei né i suoi ragazzi hanno a che fare direttamente con la faida fra gli Strangio-Nirta e i Pelle- Vottari-Romeo. Ma nella geografia delle famiglie di San Luca, la sua sta con gli Strangio-Nirta perché tutti, in quell’angolo dell’Aspromonte, stanno con qualcuno contro qualcun altro. E le donne sono in prima fila negli schieramenti. Saveria è una donna del clan, quindi una che sa tacere, sopportare, aspettare, soffrire e decidere, come tutte, quando il capofamiglia non può farlo. Alle figlie della ’ndrangheta è dovuto il rispetto di amici e nemici, ma la «dottrina», per loro, non prevede ribellioni, nemmeno per questioni di cuore. Così le ragazze (e i ragazzi) non ci provano nemmeno a opporsi a un matrimonio combinato. E tutto avviene come nel medioevo. Le alleanze fra le famiglie si fanno con i matrimoni e nelle intercettazioni delle direzioni distrettuali antimafia le madri dei clan parlano dei figli come merce di scambio. «Mio figlio si è trovato una fidanzata al Nord ma gliel’ho detto che se la deve togliere dalla testa...» confidava una di loro a una parente dopo la reazione recalcitrante del ragazzo all’idea di una sposa non voluta. Nelle conversazioni successive la stessa donna parla del matrimonio che si farà: quello tanto voluto dal marito (in carcere) e tanto poco dal futuro sposo. Lei, spiegava, aveva fatto «quello che c’era da fare». Aveva raccolto gli ordini impartiti dal capoclan in cella e li aveva fatti rispettare: per rafforzare la famiglia e perché un giorno nascessero bambini dai cognomi «amici». A differenza di quanto succede con la mafia in Sicilia, le donne della ’ndrangheta sanno sempre tutto. Dalle parole in codice per parlarsi al telefono ai luoghi della latitanza o agli affari che la famiglia sta trattando. E danno per scontato di essere controllate, sempre. «Io a casa, figlio mio, non dico una parola» suggerisce la moglie di un ergastolano al figlio intercettato, «non ho niente da dire a nessuno». Dove nessuno sta per il carabiniere o l’ispettore di turno all’ascolto. Gli investigatori sono convinti che sia stata di una donna l’idea di dare nomi femminili ai Paesi sulla rotta degli stupefacenti: «Sono da Olga, domani vado da Beatrice» significa «sono in Olanda, domani parto per il Belgio». Donne che sanno tutto, partecipano, ma restano nell’ombra, salvo rare eccezioni. Donne potenti quanto gli uomini, capaci di spostare gli equilibri nelle famiglie, di determinare la pace o la guerra. Non per caso il vescovo di Locri si è rivolto a loro più che ai boss e agli affiliati: «La faida è nel cuore delle donne» ha detto monsignor Giancarlo Bregantini, perché «sono le donne che hanno nel cuore o il perdono o la vendetta ». Giusi Fasano
 
Di Maucat65 (del 02/07/2007 @ 19:26:53, in Reggio e il mondo, linkato 247 volte)
Contro Parmalat causa miliardaria dagli Usa I creditori della «vecchia» Parmalat potranno rivalersi sulla nuova società guidata da Enrico Bondi. Il titolo precipita a Piazza Affari MILANO - Parmalat si dovrà difendere da una causa multimiliardaria da parte dei risparmiatori che hanno perso i loro soldi nel crac del gruppo di Collecchio. La notizia - battuta dall'agenzia Bloomberg a pochi minuti dalla chiusura della giornata - ha mandato al tappeto il titolo Parmalat a Piazza Affari: all'emergere delle prime indiscrezioni le azioni hanno subito perso oltre il 9% e sono state sospese dalle contrattazioni, anche se in chiusura la flessione è stata contenuta al 4,4%. CLASS ACTION - Il giudice distrettuale di New York, Lewis Kaplan, ha ritenuto ammissibili le richieste degli investitori contro Parmalat rilevando che la «nuova» Parmalat - costituita e tuttora guidata da Enrico Bondi - ha accettato di considerarsi responsabile per gli atti della precedente società, la Parmalat Finanziaria spa. «La decisione di Kaplan prepara la strada per un risarcimento sostanziale contro la nuova Parmalat», ha commentato Stuart Grant, uno dei legali dei creditori che hanno proposto la class action contro la società. I creditori di Parmalat avrebbero perso fino a 8 miliardi di dollari nel crac del gruppo di Collecchio, soprattutto a causa del mancato rimborso delle obbigazioni Parmalat. La bancarotta di fine 2003 del gruppo alimentare, nel complesso, è stata valutata attorno ai 14 miliardi di euro: il più pesante crac della storia europea. Nella causa, pendente presso la corte di Manhattan, i ricorrenti puntano il dito anche contro Citigroup e Bank of America. PENDENZE - Il management della nuova Parmalat guidata da Enrico Bondi aveva cercato di prendere le distanze dalle azioni commesse dalla vecchia scoietà, sostenendo che le richieste degli obbligazionisti non potevano pesare sulla nuova. Ma il giudice Lewis Kaplan ha stabilito che la nuova Parmalat ha ereditato le pendenze della vecchia società. In una decisione del 28 giugno, il giudice ha concluso che la Parmalat riorganizzata «ha espressamente concordato» quando è uscita dall'amministrazione straordinaria nel 2005 di farsi carico delle pendenze della vecchia Parmalat: «La nuova Parmalat sostiene che non si è fatta carico degli atti pre-insolvenza», scrive Kaplan nelle 30 pagine dell'atto. «Ma la questione non è l'assunzione di atti - si legge - è l'assunzione delle pendenze che derivano da questi atti». Fra le parti che compaiono nella class action vi sono anche Citigroup e Bank of America, cui Bondi ha fatto causa accusandoli di aver aiutato il precedente management di Parmalat a nascondere debiti e gonfiare il fatturato.
 
Di Maucat65 (del 14/06/2007 @ 07:21:07, in Reggio e il mondo, linkato 411 volte)

“IL GIOCO DELLE PARTI”

Certo che siamo in uno strano paese.. Mi soffermavo ad analizzare, a mente fredda, quanto successo domenica al Giglio prima e durante la partita “Reggiana – Paganese”. Leggendo i giornali l’analisi e’ molto semplice: Un onesto padre di famiglia, nel suo valoroso e coraggioso tentativo di difendere i figli, viene linciato da teppisti reggiani. Solita applicazione Ultras = Delinquente e qualche copia venduta in piu’. Poi qualche lettore piu’ attento (pochi in verita’, visto che la maggior parte preferisce “bere” le notizie ed indignarsi con allegria) comincia ad avere qualche dubbio.

In attesa che le Forze dell’Ordine facciano luce sull’episodio, alcune domande mi ballonzolano in testa: (1) Come mai  una famiglia di Paganesi che vive a Reggio ha bisogno di comprarsi il biglietto 1 ora prima della partita, sotto la curva avversaria, quando poteva farlo tranquillamente e senza code nei 5 giorni di prevendita ? (2) Come mai i figli maggiorenni di questo simpatico signore, ben sapendo che dovranno andare in mezzo ai tifosi avversari, si vestono con il “completino della domenica” della Paganese ?  (3) Cosa ci faceva questo signore, senza Pass, con l’auto in mezzo ai tifosi della Reggiana e come c’e’ entrato ? (4) Come ha saputo di quello che stava accadendo ai figli visto che la biglietteria era troppo distante dal punto dov’era l’auto ? (5) Cosa ne e’ stato di quel tifoso Paganese che, schiumante di rabbia, e’ stato accompagnato fuori dalla tribuna dalla Polizia e del quale non ho visto menzione nei giornali ? (6) Come mai nessuno ha menzionato quel dirigente della Paganese che dal campo, a fine partita, ha insultato a gesti ed a parole i tifosi della Reggiana della tribuna.

Eh gia’, mi rendo conto che i punti (1), (2), (3) e (4) pongono qualche dubbio sul racconto del personaggio, e soprattutto i punti (5) e (6) danneggiano un pochettino l’equazione Paganesi immigrati=buoni e Reggiani=razzisti cattivi, d’altra parte, anche a Reggio, c’e’ ancora gente che usa il cervello per pensare e ragionare sugli avvenimenti.

Le similitudini potrebbero aumentare a dismisura, ad esempio:

·         Come mai ci si lamenta dei costi del servizio d’ordine negli stadi (circa 50 Poliziotti) mentre per la vistia di Bush a Roma ne sono stati utilizzati piu’ di 10.000 (pari a circa 200 partite ovvero circa 8 anni di campionati) ?

·         Perche’ quando si accusano i meridionali si viene tacciati si “razzismo” mentre la campagna mediatica contro Reggio Emilia (“i reggiani hanno fatto”, “i reggiani ci hanno trattato”) non e’ razzismo ?

·         Come fa una persona ad arrivare a Reggio 8 anni fa e riuscire ad aprire 12 (dodici) pizzerie ? E’ possibile vedere la dichiarazione dei redditi e fare due conti su quanto costa l’apertura di 12 pizzerie per vedere se si e’ denunciato proprio tutto ?

·         Perche’ le Forze dell’Ordine non hanno ancora emesso un comunicato su quello che e’ successo ?

·         Come mai si paventa la restrizione alla trasferta da parte dei tifosi reggiani, premiando cosi’ di fatto chi ha passato la settimana a minacciarli di morte ? La violenza verbale non e’un atto di violenza a tutti gli effetti, e pertanto condannabile ?

·         Perche’ se gli immigrati paganesi, che piu’ volte hanno lamentato con incredibile senso di vittimismo dalle pagine dei nostri giornali il razzismo e l’intolleranza dei reggiani, non se ne tornano alla loro citta’ sentendosi ospiti mal graditi ?

Domande semplici, le cui risposte non arriveranno mai, ma sono sicuro che ognuno di voi le risposte le ha, eccome…

 
Di Maucat65 (del 02/06/2007 @ 07:59:34, in Reggio e il mondo, linkato 1548 volte)
Bin Laden ha dichiarato : "E' molto difficile fare un attentato in
Italia".
In realtà alcuni documenti del SISDE rivelati recentemente affermano
che Bin Laden ci ha provato, tempo fa diede ordine di organizzare un
attentato aereo in Italia. Due terroristi, provenienti da un Paese del
Medio Oriente, arrivarono a Napoli con la ferma determinazione di
eseguire "il castigo di Allah per gli infedeli italiani".
Ecco com'è andata.
Domenica ore 23:47
Arrivano all'aeroporto internazionale di Napoli, via aerea dalla
Turchia: escono dall'aeroporto dopo otto ore perchè gli hanno perso le
valigie. La società di gestione dell'aeroporto non si assume la
responsabilità della perdita e un impiegato consiglia ai terroristi di
provare a ripassare il giorno dopo: chissà, con un po' di fortuna...
Prendono un taxi: il taxista (abusivo) li guarda dallo specchietto
retrovisore e, vedendo che sono stranieri, li passeggia per tutta la
città per un'ora e mezza. Dal momento che non proferiscono lamentela,
neanche dopo che il tassametro raggiunge i 200 euro, decide di fare il
colpo gobbo: arrivato alla rotonda di Villaricca, si ferma e fa salire
un complice. Dopo averli derubati e coperti di mazzate li abbandonano
esanimi nel Rione 167.
Lunedì ore 04:30
Al risveglio, dopo la mazziata, ambedue i terroristi riescono a
raggiungere un albergo sito in zona piazza Borsa. Decidono quindi di
affittare un auto presso la Hertz di piazza Municipio. Quindi si
avviano con direzione aeroporto, ma giusto prima di arrivare a piazza
Mazzini, rimangono bloccati da una manifestazione di studenti, uniti
alle tute bianche anti-global ed ai disoccupati napoletani, che non li
fanno passare.
Lunedì ore 12:30
Arrivano finalmente in piazza Garibaldi. Decidono di cambiare dei
soldi per muoversi più liberamete: i loro dollari vengono cambiati in
biglietti da 100 euro falsi.
Lunedì ore 15:45
Arrivano all'aeroporto di Capodichino con la ferma intenzione di
dirottare un aereo per farlo cadere sulle torri dell'Enel del centro
direzionale. I piloti ALITALIA sono in sciopero perchè chiedono la
quadruplicazione del salario e vogliono lavorare meno ore. Stessa cosa
per i controllori di volo, che pretendono anche la pinza obliteratrice
per tutti ("altrimenti che controllori saremmo?", hanno dichiarato).
L'unico aereo disponibile che c'è in pista è uno della MARADONA AIR
con destinazione Alghero e ha 18 ore di ritardo... gli impiegati ed i
passeggeri sono accampati nelle sale d'attesa... intonano canti
popolari... gridano slogan contro il governo ed i piloti! Arrivano i
celerini... cominciano a dare manganellate a destra e a manca, contro
tutti... si accaniscono in particolar modo sui due arabi.
Lunedì 19:05
Finalmente si calmano un poco gli animi. I due figli di Allah, coperti
di sangue, si avvicinano al banco della MARADONA AIR per acquistare i
biglietti per l'aereo con destinazione Sassari, dirottarlo e farlo
schiantare contro le torri Enel. Il responsabile MARADONA AIR che gli
vende dei biglietti, tace il fatto che il volo, in realtà, è già stato
cancellato.
Lunedì 22:07
A questo punto, i terroristi discutono se continuare oppure no... non
sanno più se distruggere Napoli è un atto terroristico o un'opera di
carità.
Lunedì 23:30
Morti di fame, decidono di mangiare qualcosa al ristorante
dell'aereoporto: ordinano panino con la frittata e impepata di cozze.
Martedì 04:35
In preda a una salmonellosi fulminante causata dalla frittata,
finiscono all'ospedale San Gennaro, dopo aver aspettato tutta la notte
nel corridoio del pronto soccorso. La cosa non sarebbe durata più di
un paio di giorni, se non fosse subentrato un sospetto di colera
dovuto alle cozze.
Domenica 17:20
Dopo dodici giorni escono dall'ospedale e si trovano nelle vicinanze
dello stadio San Paolo. Il Napoli ha perso in casa con il neopromosso
Palermo per 3-0, con due rigori assegnati alla squadra siciliana
dall'arbitro Concettino Riina da Corleone. Una banda di ultrà della
"MASSERIA CARDONE", vedendo i due scuri di carnagione, li scambiano
per tifosi del Palermo e gli rifilano un'altra caterva di legnate. Per
di più il capo degli ultrà, un tale detto "Peppo o Ricchione", abusa
sessualmente di loro.
Domenica 19:45
Finalmente gli ultrà se ne vanno. I due terroristi decidono di
ubriacarsi per la prima volta nella loro vita (anche se è peccato!).
In una bettola della zona portuale gli rifilano del vino adulterato
con metanolo e i due rientrano al San Gennaro per l'intossicazione.
Gli viene anche riscontratala sieropositività all'HIV (Peppo non
perdona).
Martedì 23:42
I due terroristi fuggono dall'Italia in zattera con direzione Libia,
semiorbi per il metanolo ingerito e con una dozzina di infezioni a
causa del virus HIV. Giurano ad Allah che non tenteranno mai più nulla
contro il nostro amato Paese.
 
Di Maucat65 (del 28/11/2006 @ 07:28:21, in Reggio e il mondo, linkato 310 volte)

Signori, se avete lo stomaco robusto, guardate quei simpaticoni mussulmani applicare la legge in questo video:

http://falla-girare.blogspot.com/2006/11/vittime-della-sharia.html#links

sinceramente, mi e' venuto da vomitare... Quando penso poi che qua fan tanto le vittime, ma si sono sempre ben guardati dal condannare queste INFAMIE, beh, allora c'e' qualcosa che tocca.

Occhio pero', figli di Allah, perche' i sassi li so tirare bene anch'io, e non ho bisogno di mettere una persona indifesa in un sacco e seppellirne mezzo corpo sotto terra per centrarla bene.

..pezzi di merda.

 
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