Di Pietro (del 12/05/2009 @ 23:51:48, in Reggianità, linkato 104 volte)
"Dedicato a mio padre, che nel 1984 in occasione della partita Reggiana - Trento (3-0), stagione 1983/84 serie C1 girone A, ha sopportato un petulante e straziante bambino che non vedeva l'ora finisse la partita..." così inizia la mia tesi sul linguaggio del calcio Brasiliano e Portoghese, se amo questo sport e questa nostra Reggiana lo devo solo a lui, perché quando un giorno tornado a casa da scuola gli dissi che mi piacevano anche un po' Parma e Milan mi chiuse fuori di casa e mi disse:"beh alora a magneer et ve a Pêrma e bever a Milân".
Mio padre ha visto Crippa giocare sulla carbonella, non si perdeva un derby e non mi portava mai perché diceva che era pericoloso, che lo stadio era pieno di deficienti e io non vedevo l'ora di andare in mezzo agli Ultras Ghetto a tifare per la Reggiana. Per tutti gli anni 90' ha fatto l'autista per l'ACT e poi la TIL portando quasi sempre i tifosi della Reggiana in giro per l'Italia da Torino a Lecce, da Andria a Udine e una volta in pensione non ha certo perso la voglia di macinare km con la Reggiana nel cuore, non vedendo l'ora che fosse domenica. Purtroppo dall'età di 52 anni era affetto dal morbo di Parkinson, che in pochi anni ha progredito molto rapidamente e l'ha debilitato molto nel fisico ma non nell'animo e nonostante la vita in casa non era certo facile la domenica grazie anche a dei ragazzi fantastici quali quelli del Gruppo Vandelli (una vera e propria famiglia allargata), che facevano in modo che per mio padre ore e ore di pullman (Pagani, Roma, Castelnuovo Garfagnana e tante altre trasferte) fossero spensierate ore con amici, scherzi e risa dove si dimenticava completamente della terribile malattia che aveva. Purtroppo un improvviso arresto cardiaco ci ha portato via il nostro amato Killer questo era il nome di battaglia (ovviamente ironico) di mio padre datogli da Dome per il suo aspetto mansueto e bonario in occasione della trasferta con la CISCO nei maledetti play-off del 2006, essendoci il rischio di fare spiacevoli incontri in autostrada disse:"io sono tranquillo noi sul pullman abbiamo il killer".
Negli ultimi quattro anni mio padre ha fatto moltissime trasferte saltandone qualcuna, ma ora son sicuro che ci seguirà sempre in pullman e in curva sud vegliando su tutti noi ed esultando ai gol segnati in quella che lui amava definire la "porta dal göst" cioè quella sotto la Sud.
Giacomo
Qui sotto Pietro e Giacomo alla cena di Identità Reggiana con Andrea Catellani
Se dici sboret (e sappiamo da che parola deriva), va à cagher, té un ignorant, té un esen (sei un asino) o tè un semo (sei uno scemo) senza che qualcuno se ne abbia a male.
Se hai la TESTA QUADRA e gli altri emiliani " ig lan rotonda perchè ig lan rusgheda i sòregh"(ce l'anno rotonda perchè gliel'hanno rosicchiata i topi)
Se esulti di gioia sia quando la Reggiana è in Serie A, in serie B o in serie C .
Se il Lambrusco è per te il più buon vino che ci sia .
Se tutte le domeniche mangi i cappelletti in brodo .
Se dici "Dio Bo" "Dio Va" in quasi ogni frase.
Se il 31 gennaio per te l'è l'ultum dè dla merla (ultimo giorno della merla) .
Se almeno una volta sei passato sotto ai ponti di Calatrava che tutti ci invidiano ma per noi non sono poi un gran chè ... Se i parmigiani sono bagoloni mangia-R .
Se i modenesi sono rivali, ma mai quanto i paVmigiani, anzi in confronto ai paVmigiani, a Modena sono amici . Se il derby con il Parma è la partita più importante dell'anno (le poche volte che c'è, sigh) . Se vai al mare nella Riviera Romagnola .
Se mangi ragù quasi tutti i giorni . Se il maiale è un'animale domestico .
Se vai al festival dell'Unità anche se non sei comunista .
Se sorridi sempre a tutti . Se la "zeta" o la "esse" sono per te la stessa cosa .
Se la nebbia non è poi così pericolosa. Sei di Reggio Emilia perché tè un brev ragas!!!! (sei un bravo ragazzo)
Se dici spesso... Tiin bootaaa !(tieni botta, resisti!) Set magn al zampoun al quendes d'agost anca s' an neva mia .(se mangi lo zampone il quindici di agosto anche se non nevica)
Se ridi quando vedi al tg il servizio sulla nebbia a Milano . Se sorridi ed annuisci quando leggi la scritta vicino allo stadio "grazie a Dio non sono parmigiano".
Se quando ti dicono "t'è una bèla putéla" (sei una bella ragazzona) non ti offendi indignata, ma sorridi dicendo grazie...
Sei di Reggio Emilia se dici spesso "cat vegna un cancher" o "dio et maledèsa"(non necessitano traduzione). Sei di Reggio Emilia se parli in dialetto con I tuoi figli e con chi ti sta' vicino .
Sei di Reggio Emilia sat sè dir (se sai dire)"mescl ed legn" (mestolo di legno) in dialèt arzan (in dialetto reggiano) .
Te ed Rès quand at ghè vòja ed ciciarèr in dialèt e te cuntèint che un quelchidùn at capèsa .
Sei reggiano quando hai voglia di chacchierare in dialetto e sei contento se qualcuno ti capisce). Sei di Reggio Emilia se quando non avevi voglia di andare a scuola dicevi "oh fommia fugasa"?(oh, facciamo fuga?).
Sei di Reggio Emilia se quando vedi qualcosa che ti stupisce esclami: "Vacca ragas, mo c'lavor" (Vacca ragazzi, che roba!) Sei reggiano se dicendo Zio kanta ti fai riconoscere in tutta Italia .
Sei di Reggio Emilia se per augurare qualcosa di brutto a qualcuno gli dici "cat gnessa un beg " (che ti venisse un verme..) Sei di Reggio Emilia se quando senti una storia strana la chiami foòla! (fiaba, favola)
Sei di Reggio Emilia se esclami per una cosa sorprendente " vacca boia!!" Se tutti i giorni vai a buttare via il "rusco" (immondizia) .Sei di Reggio Emilia se chi fa da mangiare non è la cuoca, ma la "Rèzdora" .
Sei di Reggio Emilia se sai cos'è "al solfarein" (è il fiammifero...) .Sei di Reggio Emilia se salutando un vecchio amico con "tot bein?" (tutto bene?)lui ti risponde "an ghé mél"(non c'è male) .
Sei di Reggio Emilia se tuo padre, almeno una volta nella vita, quando ti sgridava e tu non volevi dargliela vinta, ti ha detto "Oh, ma la capèset la forsa dal gugiòl ??" (letteralmente:oh, ma la capisci la forza del maiale?? che vorrebbe dire: lo capisci che con me non la vinci???) .
Se quando combini qualcosa di storto ti senti dire "té propria un sandroun!" (sei proprio un Sandrone) .
Se quando vai al bar e per ordinare un succo di frutta chiedi un Fruttino o per avere un ghiacciolo chiedi un Biff .Sei di Reggio Emilia se quando vai a letto presto. te andè a let cun al galein! (sei andato a letto all'ora delle galline) ...
Sei di Reggio Emilia se sai cos'è una "cà di pòm" (casa delle mele, dove c'erano i matti") .Se incontri un vecchio amico e lo saluti dicendogli bonariamente: "cat gnesa un cancher, cum'a stèt? (che ti venisse un canchero, come stai?) .
Se almeno una volta nella vita hai fatto il nocino in casa .Se tòt i dè te dì: mo sa dit sèmo? Sa fommia? andommia o stommia? (se tutti i giorni dici: cosa dici, scemo? cosa facciamo? Andiamo o restiamo?) .Sei di Reggio Emilia se sei davvero orgoglioso della tua città e gridi Forza Regia . .
Sei di Reggio Emilia se quando dici "prosciutto" intendi quello crudo, ma non di parma .Se tua home page è www.taldagmetaldag.it .(www.telodoiotelodo.it) di Reggio Emilia se quando ti chiedono come stai, e tu stai male, dici: "a sun mès cme tri insèma a na scrana!" (sono messo come tre sulla stessa sedia) .
Se per dire che uno è ubriaco dici: " l'è imberiègh mers" (è ubriaco marcio) .Se almeno una volta hai limonato sulle panchine dei giardini pubblici .
Sei di Reggio Emilia se ti senti orgoglioso di far parte della città del tricolore dove è nata la prima bandiera italiana a bande verdi bianche e rosse .Sei di Reggio Emilia se ti chiami William, Vilmer, Vainer, Denis, Emer, Eros, Ermes, Ines, Elvis, Iole, Elide, Olga... .
Sei di Reggio Emilia se ti piace "la fuièda" (pasta fresca all'uovo fatta in casa) .Sei di Reggio Emilia se ti incazzi a sentire che la gente quando nomina il "parmigiano-REGGIANO", dice solo "parmigiano". .Sei di Reggio Emilia se sai che si chiama Aceto Balsmico, micca VINEGAR
Sei di Reggio Emilia se i cappelletti li mangi solo ed esclusivamente col brodo all'arzana (alla reggiana), anche a ferragosto! .Se per dirti che non capisci niente ti dicono "te propria un nader" (sei proprio un'anatra) .
Se per dirti che sei vestito male ti dicono "sengher" (zingaro) .Se per dire "certo!!" dici "a tal dèg!!" (te lo dico!) .Sei di Reggio Emilia s'at pies la pasarèina e teg dè la casa dala sira ala matèina (se ti piace la passera e le dai la caccia dalla sera alla mattina).
Sei di Reggio Emilia se quando non sai qualcosa dici: "An'al so mia"(non lo so) o "sa vot ca sapia me?!?!"(cosa vuoi che sappia io?!?) .Sei di Reggio Emilia se "tuo cugino" è parente anche lontano di Ligabue. .
Sei di Reggio Emilia, se sempre, comunque e ovunque tu sia, Rès l'è seimper al mej .(Reggio è sempre il meglio). Se sei di Reggio Emilia quando qualcosa di bello per te è "Peso" o "carico" ...Se quando sei convinto di fare una cosa dici "a manetta" .Sei di Reggio Emilia se invece di "quanto costa?" dici "cosa costa?" .
Sei di Reggio Emilia se per te il salame va tagliato solo a mano, a fette spesse almeno un dito e in modo trasversale .Se quando ti vanti di una cosa "at fèe al sburòun" (fai lo sborrone) .
Sei di Reggio Emilia se per te fare "San Martèin" vuol dire che traslochi Se quando ti dicono "sturlapiòop" ti offendi (persona che prende a testate i pioppi, uno stupido).Sei di Reggio Emilia Se sei di Reggio Emilia se la "cà gaia cun i scursài" significa 2 cose....(meglio non sapere..) .
Sei di Reggio Emilia se per te "al furmai"(il formaggio) è il parmigiano REGGIANO .Sei di Reggio Emilia se per te inciampare è "strambuccare" .
Sei di Reggio Emilia se per te maneggiare attorno a una cosa è "scancherare" .Sei di Reggio Emilia se quando hai preso la balla "t'è brèl" .Sei di Reggio Emilia se quando sei triste hai "il magone" .
Sei di Reggio Emilia se almeno una volta ti hanno detto "te bèla cum al cùl dla padèla" (sei bella come il culo della padella) .
Sei di Reggio Emilia se leggendo questa pagina un po' ti sei commosso...
Di Maucat65 (del 01/11/2008 @ 08:30:40, in Reggianità, linkato 201 volte)
(Tratto da www.19luglio1992.com)
Le ombre di Sonia Alfano sulla Procura reggiana dividono Reggio. Si è svolto sabato scorso presso l’Hotel Posta in città, il convegno dal titolo ““Mafia: Reggio isola felice?” con relatori Salvatore Borsellino (fratello del giudice Paolo ucciso dalla mafia) e Sonia Alfano (figlia di Beppe, il giornalista ucciso da Cosa Nostra quindi anni fa) organizzato dagli Amici di Beppe Grillo e Gente di Reggio.
Un’organizzazione che ha registrato problemi di comunicazione dovuti al fatto che non tutti sapevano cosa l’Alfano avrebbe detto durante la relazione. Ma è la stessa Sonia, stupita di fronte agli imbarazzi a sostenere: “Non mi si può invitare a parlare di mafia con dei paletti. Mio padre dalla mafia è stato ucciso e così tante altre vittime”. Il tema in effetti è scottante e forse è preferibile stare sul generale, commemorare ogni anno Paolo Borsellino dopo avergli dedicato una strada di fronte al Tribunale, senza però che i togati, giudici e avvocati, trovino il tempo per stringere la mano a Reggio al fratello Salvatore che da anni percorre la penisola in lungo e in largo per denunciare –specialmente nelle scuole, fra i giovani, accolto sempre con entusiasmo e calore- ciò che sta dietro quella strage di Via d’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta. Ma le dichiarazioni che durante la mattinata hanno suscitato particolare scalpore già nelle immediate ore successive al convegno sono state le ombre di Sonia Alfano nei confronti del Procuratore Capo di Reggio Italo Materia che riguarderebbero “il processo di mafia in cui è stato condannato per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra l’amico e collega magistrato Giovanni Lembo che permise al falso pentito Luigi Sparacio di godere di molti benefici”. L’Alfano, dopo aver snocciolato altri legami fra mafia, Forze dell’Ordine e Magistratura (ndr: in questi specifici passaggi non ha parlato del Procuratore reggiano) ha concluso con la speranza “che ci siano degli sbagli. Anche se non si può vivere in questo contesto, lavorare nell’autorità giudiziaria e non accorgersi di queste cose”. Materia, stupito degli attacchi piovuti come un fulmine a ciel sereno, rispediva le accuse al mittente domenica dalle pagine del Carlino Reggio e della Gazzetta di Reggio: “Sono falsità. La signorina parla su commissione per rovinarmi la carriera, vedrò come tutelarmi. Ho lavorato con Lembo all’Antimafia di Roma, ma eravamo un gruppo di oltre venti magistrati. Non riesco a capire cosa c’entri questo passaggio”. Reggio Emilia si divide quindi fra politici e istituzioni –il Sindaco Delrio in primis- che esprimono solidarietà a Materia, mentre comitati, gente comune e “grillini” solidarizzano con l’Alfano. Quale sarà l’epilogo della vicenda lo si vedrà nei giorni successivi, certo è che l’allarme lanciato sulle infiltrazioni mafiose nel nostro territorio trovano riscontro anche nelle parole del Presidente della CNA Enrico Bini, intervenuto al convegno e intervistato da ReggioNelWeb in questo numero. Fra gli strali e le denunce legate a Reggio Emilia emerse al convegno, purtroppo ha rischiato di passare sotto silenzio la drammatica relazione di Salvatore Borsellino, che, nonostante fosse senza voce dopo aver parlato agli studenti del Bus Pascal, ha spiegato con estrema chiarezza come “il cancro mafia si stia diffondendo in tutto il Paese attraverso delle metastasi”. Borsellino ha ricordato il giorno della strage del fratello, il fatto che non sia mai stato dato un nome al colpevole di quella strage e della strana coincidenza di una sede dove si tenevano corsi di formazione dei Servizi Segreti vicino al luogo di Via d’Amelio. Salvatore Borsellino ha denunciato inoltre un anti-Stato che oggi fa parte dello Stato, della politica e delle Istituzioni: “Non esiste più un’isola felice. La mafia è riuscita a diventare parte del sistema e ormai non trova più ostacoli. Chiedetevi da dove arrivino certi soldi, specialmente di fronte a un’edilizia massiccia e di difficile comprensione”. Particolarmente toccante il passaggio sulla morte del fratello: “Se il sacrificio di mio fratello fosse servito per rendere migliore il nostro Paese, allora avrei ringraziato Dio per avermelo tolto, perché è ciò che voleva Paolo, consapevole che presto o tardi l’avrebbero ucciso. Ma se veramente la mafia si è così infiltrata nello Stato, ringrazio Dio che l’ha preso evitando a Paolo di vedere come si è ridotto lo Stato per il quale ha dedicato la sua vita”. Gli applausi scroscianti sono interminabili. La gente, commossa, si alza in piedi. In quel momento Paolo Borsellino vive, nel fratello e nei tanti giovani presenti in sala che, forse, da sabato con maggiore forza continueranno a lottare contro la mafia.
Con 70 voti, pari al 39% delle preferenze totali espresse, Danilo Zini si impone di misura su Andrea Catellani ( 66 voti), nel sondaggio, appena conclusosi,riguardante il giocatore, della Reggiana, che meglio ha rappresentato lo spirito reggiano, durante lo scorso trionfale campionato.
In lizza , oltre a Zini vi erano Andrea El Buitre Catellani (66 voti),Fabione Caselli da Toano( 21 voti), Miki The king Malpeli ( 10 voti) , Matteo il bomber Pelatti ( 9 voti) e Nicolas Migliaccio ( 3 voti).
A Danilo verra' consegnata una maglietta di Identità Reggiana, durante il ritiro pre-campionato di Civago, sperando che sia di buon auspicio per il futuro del bravo calciatore reggiano e per il prossimo campionato della squadra.
Anche e soprattutto quest'anno , alla fine del campionato, scatta il sondaggione che eleggera' il giocatore granata che piu' ha rappresentato lo spirito reggiano durante la stagione 2007/2008.
Il sondaggio terminera' il 25 Maggio.
Al vincitore verra' consegnata una maglia di Identità Reggiana.
Quindi votate, votate e votate.
Forza Regia!!!
Da oggi potete inviare all' indirizzo telematico del sito fotografie che testimoniano lo stato di decadenza della citta' o della provincia, disfunzioni sociali o piu' semplicemente che denuncino disservizi o quant'altro.
Le foto verranno pubblicate nel fotoalbum e a rotazione mostrate nella home, o casomai inviate, o consegnate personalmente da Ghetto65, al sendeg.
Amici, come voi ben sapete, molti di noi fanno parte, o per meglio dire vivono ai margini di quella bellissima famiglia che si chiama "Gruppo Vandelli".
Per varie ragioni e scelte, prima fra tutte la timidezza, non ho mai voluto partecipare attivamente al gruppo, ma ne honosciuto molti membri, e vi posso assicurare che sono persone fantastiche, amici veri che non ti abbandonerebbero mai, che ti sono vicini soprattutto nel momento del bisogno, che hanno sempre una parola buona, una mano pronta a tirarti su nelle difficolta'.
Proprio per questo vedere quello che e' successo a Viareggio mi fa ancora piu' male.
Non raccontero' quello che e' accaduto, sia perche' non e' questo il luogo, sia perche' non ero presente, anche se i racconti che ho ascoltato erano chiari, precisi e soprattutto univoci, ma voglio lo stesso dare la mia massima solidarieta' a quel ragazzo che ne e' rimasto coinvolto e che non meritava assolutamente quello che gli e' capitato e gli strascichi successivi.
L'Italia e' un paese strano, e Reggio Emilia lo e' in particolare. Lasciamo correre ogni piccola violenza quotidiana, tolleriamo che spacciatori vendano droga ai giardini, che prostitute riempiano le nostre strade, che clandestini derubino e aggrediscano le persone deboli, ed anche quando li prendiamo, il nostro sistema giudiziario trova sempre una buona ragione ed una buona dose di pietismo e buonismo per lasciarli liberi in due minuti.
Andare a tifare Reggiana, a Reggio Emilia, e' invece equiparato al peggiore dei reati: Amare la propria terra, reato per il quale a Reggio non ci puo' essere tolleranza ne' giustificazione. Per questo ogni settimana vediamo un accanimento ingiustificato verso chi ha il solo torto di sentire forte il richiamo e l'amore per la propria terra, che si estrinseca anche nell'amare chi quella terra rappresenta con i suoi colori: La nostra squadra di calcio.
Questo e' forse il vero atto imperdonabile: Riconoscersi in una citta', nei suoi colori, ed avere un gruppo di amici che vive questa passione con te.
Questo, nell'Italia di oggi, non e' piu' possibile.
Permettetemi quindi di esprimere la massima solidarieta' al ragazzo, e di chiedere, supplicare al GV di non mollare, di non lasciarsi piegare agli abusi di questa societa' imputridita, di continuare a lottare per quei valori in cui noi crediamo: Appartenenza, Identita', Amore per la propria terra e le proprie tradizioni, amicizia.
Ed a tutti quei soloni che dai fogli stampati urlano "al teppista" voglio solo ricordare di non chiedere per chi suona la campana, perche' tanto, prima o poi, suonera' per loro.
Di Pietro (del 04/08/2007 @ 20:49:29, in Reggianità, linkato 278 volte)
Questa sera,alle 19.30 si è svolta in quel di Carpineti,dopo l'amichevole vinta 2-0 contro il Carpi,la "cerimonia" di consegna della maglietta di Identità Reggiana ad Andrea Catellani. Catellani era risultato il vincitore del sondaggio che chiedeva di esprimere il nome del giocatore che meglio ha rappresentato lo spirito reggiano, durante lo scorso campionato di calcio. Seppur di pochi voti ha vinto il Catte in un avvincente testa a testa con Raffaele Nuzzo. Lo staff di Identità Reggiana desidera esprimere un grande ringraziamento al padre di Andrea che si è adoperato per la riuscita della "cerimonia".
Vorrei proporre un argomento di discussione su un fatto accaduto in settimana. Un immigrato di colore sale su un autobus, non ha il biglietto, si pesta con il controllore ed entrambi sporgono denuncia: Il controllore dice che l'immigrato lo avrebbe aggredito, l'immigrato parla di "episodio razzista del controllore"
In seguito una lettera di un testimone ha ovviamente confermato che e' stato l'immigrato a non voler pagare il biglietto, ne' a voler scendere, e a iniziare la rissa, ma questo era ovvio.
Ora, a parte il fatto che penso che lo sappiano anche i muri che a Reggio non c'e' un immigrato che paghi il biglietto di tram o treni e che spesso i controllori chiudono un occhio (cosa che non fanno per i reggiani) per evitare casini, questo fatto mi ha dato da pensare, soprattutto riallacciandolo ad un altro racconto di una amica, che Agath conosce e quindi piu' che credibile, che mi raccontava di una marocchina che aveva chiesto la riparazione di una bici poi, quando aveva tentato di scappare ed il meccanico la aveva fermata, lo aveva accusato di razzismo.
La domanda e': Non e' che quegli IDIOTI che continuano a menarla con il fatto che gli italiani sono razzisti e che attribuiscono a noi la colpa della mancata integrazione non abbiano inculcato negli immigrati la paranoia di essere veramente tutti discriminati ??? Non sos e avete notato, ma appena si chiede ad un immigrato, magari di colore, di seguire le regole, e magari si litiga, la prima cosa che ti dice e' che sei "razzista" !!!
Non staremo un pelino esagerando con la tolleranza, magari convincendoli che qui sia davvero tutto dovuto a loro, che possono vivere tranquillamente semplicemente pretendendo ? Nelle scuole hanno la priorita', se andate al Pronto Soccorso ci sono solo loro, abusano dei servizi sociali e sanitari, delle sovvenzioni e della assistenza, spuntano "mediatori culturali" ed i loro figli, solo per il fatto di non sapere la lingua, saltano 3 o 4 classi alla volta ed hanno assistenza privilegiata.
Se vengono beccati a delinquere non hanno nulla da perdere e si permettono di insultare le FdO, possono bivaccare dove e quando gli pare, hanno corsie preferenziali in Comune per qualsiasi loro problema, e continuano ad urlare "razzista".
Non staremo esagerando ???