Fonte www.ilrestodelcarlino.it.
Reggio Emilia, 8 febbraio 2011. Replica al vetriolo. Mario Macalli, presidente della Lega Pro, non è mai stato (e mai sarà) un diplomatico di professione. Non utilizza un linguaggio misurato, nè si propone di essere il nuovo Von Metternich. Prende sempre posizione e, solitamente, sono dolori per chi è la vittima predestinata del suo attacco. E stavolta a far «scaldare» Macalli è stato il mister della Reggiana Amedeo Mangone che aveva attaccato la classe arbitrale al termine del bruttissimo 1-1 contro il Como, match nel quale la Reggiana ha subito due pesanti e discusse espulsioni. «Basta con questi arbitri — aveva sbottato il tecnico — Sono sempre arroganti e presuntuosi. E’ ora che si facciano un esame di coscienza: pretendono rispetto, ma sono i primi a non portarlo».
Spietata la risposta del presidente di Lega. Il tono è accesissimo, le parole pesanti come macigni.
«Mangone si deve solo preoccupare che qualcuno della sua squadra la butti dentro, invece di fare certe dichiarazioni. Questi allenatori imparino a fare il loro mestiere. Lavorino e stiano zitti. Le scuse stanno a zero. Sono pagati per vincere, non per perdere. Se hanno in squadra delle ‘pippe’, sono fatti loro. Devono smetterla di fare i fenomeni. In testa al campionato si trovano le squadre forti, quelle più deboli stanno sotto».
La «bomba» ormai è lanciata. Macalli è un fiume in piena.
«Ma quale rispetto pretende? — esplode il numero uno della Lega Pro — Lui deve pensare solo a fare il suo lavoro, mica a dialogare con gli arbitri. E se in società hanno qualcosa da ridire, prendano carta e penna e scrivano al presidente di Lega. Poi noi faremo rispondere a chi di competenza. Il resto sono solo delle chiacchiere per chi non riesce a ottenere i risultati. Non vincono il campionato, così danno la colpa a chi li dirige. La classe arbitrale è corretta ed è molto più elevata della classe dei calciatori. Su questo non ci piove. Basta vedere chi gioca in queste squadre, gli ‘elefantini sacri’. Faccia scendere in campo i giovani e poi vedrà che smetterà di lamentarsi. I giovani sono utilizzati? Li faccia giocare ancora di più allora».
La stoccata finale. «Io sto sempre dalla parte degli arbitri — conclude — Mi schiero con chi è onesto e non con chi cerca alibi e punta addosso agli altri le proprie colpe. Se stesse zitto e facesse il suo lavoro, sarebbe meglio».
Diritti tv. Il presidente Macalli ha fatto pubblicare sulle pagine dei maggiori quotidiani sportivi le richieste al tribunale federale contro le leghe di A e B. La Lega Pro chiede ancora che venga dichiarato «illegittimo il rifiuto della A di negoziare la ripartizione della quota di mutualità» per la stagione in corso. E dichiarare il rifiuto della Lega di A e B di procedere alla ripartizione per quelle ‘08-09 e ‘09-10 «quantificando l’esatto ammontare in base a criteri di equità e buona fede». Si chiede che siano condannate «a versare le somme determinate», nonchè «al risarcimento del danno».




