mag 12 2009

In ricordo di un grande Tifoso.

Category: Comunicazioniadmin @ 15:06 ; letto 177 volte





“Dedicato a mio padre, che nel 1984 in occasione della partita Reggiana – Trento (3-0), stagione 1983/84 serie C1 girone A, ha sopportato un petulante e straziante bambino che non vedeva l’ora finisse la partita…” così inizia la mia tesi sul linguaggio del calcio Brasiliano e Portoghese, se amo questo sport e questa nostra Reggiana lo devo solo a lui, perché quando un giorno tornado a casa da scuola gli dissi che mi piacevano anche un po’ Parma e Milan mi chiuse fuori di casa e mi disse:”beh alora a magneer et ve a Pêrma e bever a Milân”.

Mio padre ha visto Crippa giocare sulla carbonella, non si perdeva un derby e non mi portava mai perché diceva che era pericoloso, che lo stadio era pieno di deficienti e io non vedevo l’ora di andare in mezzo agli Ultras Ghetto a tifare per la Reggiana. Per tutti gli anni 90′ ha fatto l’autista per l’ACT e poi la TIL portando quasi sempre i tifosi della Reggiana in giro per l’Italia da Torino a Lecce, da Andria a Udine e una volta in pensione non ha certo perso la voglia di macinare km con la Reggiana nel cuore, non vedendo l’ora che fosse domenica. Purtroppo dall’età di 52 anni era affetto dal morbo di Parkinson, che in pochi anni ha progredito molto rapidamente e l’ha debilitato molto nel fisico ma non nell’animo e nonostante la vita in casa non era certo facile la domenica grazie anche a dei ragazzi fantastici quali quelli del Gruppo Vandelli (una vera e propria famiglia allargata), che facevano in modo che per mio padre ore e ore di pullman (Pagani, Roma, Castelnuovo Garfagnana e tante altre trasferte) fossero spensierate ore con amici, scherzi e risa dove si dimenticava completamente della terribile malattia che aveva. Purtroppo un improvviso arresto cardiaco ci ha portato via il nostro amato Killer questo era il nome di battaglia (ovviamente ironico) di mio padre datogli da Dome per il suo aspetto mansueto e bonario in occasione della trasferta con la CISCO nei maledetti play-off del 2006, essendoci il rischio di fare spiacevoli incontri in autostrada disse:”io sono tranquillo noi sul pullman abbiamo il killer”.

Negli ultimi quattro anni mio padre ha fatto moltissime trasferte saltandone qualcuna, ma ora son sicuro che ci seguirà sempre in pullman e in curva sud vegliando su tutti noi ed esultando ai gol segnati in quella che lui amava definire la “porta dal göst” cioè quella sotto la Sud.

Giacomo

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